La Procura di Padova ha chiesto e ottenuto dal gip gli arresti domiciliari per un 37enne, insegnante di religione in una scuola privata del capoluogo euganeo e animatore in varie parrocchie della provincia, accusato di numerosi episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di sette minorenni. Secondo la ricostruzione della Squadra mobile padovana, i primi episodi – tra cui il palpeggiamento di un’adolescente 13enne – risalgono al 2017: l’indagine è stata avviata a marzo, quando un 17enne si è confidato con un altro suo insegnante raccontandogli le violenze subite durante un fine settimana trascorso fuori regione. Dal cellulare del ragazzo sono poi emerse le chat con altri amici che avevano vissuto la stessa esperienza e si confidavano tra loro. Il presunto molestatore era un amico di famiglia del minore, tanto che avrebbe dovuto addirittura fargli da padrino alla cresima.

A quanto riferiscono gli inquirenti, le indagini hanno consentito di individuare violenze nei confronti di altri minorenni, tra cui in particolare un episodio in cui, durante una gita, il 37enne si è introdotto nel letto di uno dei ragazzini costringendolo a prolungati palpeggiamenti. Secondo l’accusa, l’insegnante ha affinato nel tempo una peculiare modalità per entrare nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie, carpendone la fiducia fino ad arrivare a livelli di confidenza estrema che rendeva di fatto difficoltoso ai minori denunciare quanto accadeva. Nei numerosi episodi ricostruiti dagli agenti della Mobile, l’uomo coglieva le giovani vittime con mosse inaspettate e repentine, tali da sorprenderli e non consentire loro alcuna reazione, costringendole o inducendole a subire atti sessuali.