PADOVA - Francesco Saviane ha 36 anni ed è stato docente di religione all’Istituto Barbarigo di Padova. Ma anche animatore in alcune parrocchie del Piovese e dell’Alta padovana e collaboratore di una realtà sportiva nella cintura urbana di Padova. Era stato anche seminarista ma il suo percorso ecclesiastico era stato interrotto per lo stesso volere della Diocesi di Padova. Da venerdì mattina Francesco Saviane è agli arresti domiciliari nella canonica di un comune dell’hinterland. È stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile su mandato del giudice per le indagini preliminari Laura Alcaro che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Sergio Dini. L’accusa? Violenza sessuale aggravata dall’aver agito all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa nei confronti di sette ragazzi, maschi e femmine, tutti minorenni all’epoca dei fatti e che lui seguiva come educatore, in vari ruoli e occasioni.
I fatti A far emergere ogni cosa e dare il via (verso la fine di marzo) a indagini complesse ma veloci è stata una delle vittime, un ragazzo che nei mesi scorsi aveva confidato ad un altro insegnante del Barbarigo di aver subito morbose attenzioni (ben di più di strusciamenti e palpeggiamenti) da parte del 36enne. Una versione troppo dettagliata e narrata con grande sofferenza per non essere approfondita. E così il suo vissuto è diventato, in pochi giorni, materiale per il lavoro degli agenti della Squadra mobile padovana. Partendo dal racconto della vittima, sentita nelle scorse settimane dagli inquirenti, i poliziotti si sono resi conto di trovarsi di fronte a una realtà molto più ampia rispetto a un caso isolato. Dal cellulare della vittima, infatti, sono emerse chat con altri ragazzi e amici che avevano vissuto la sua stessa esperienza e che si confidavano, maledicendo il modo di agire del loro professore o animatore. Fatti che, hanno verificato le indagini, sono cominciati nel 2017 e si sono interrotti il primo marzo 2026, giorno dell’ultima contestazione riportata nel capo d’accusa: in pratica pochi giorni prima che il tutto venisse denunciato.Le ricostruzioni Stando al lavoro completato dagli agenti della Questura, una delle vittime era stata approcciata in due occasioni: aveva 13 anni quando, nel marzo 2017, nei locali duna parrocchia del Piovese, il 36enne aveva fatto sedere il ragazzino sulle sue gambe e gli aveva accarezzato le cosce. Sempre lo stesso adolescente aveva subito le attenzioni morbose dell’animatore a maggio 2017 durante una gita in una località di mare, quando gli aveva accarezzato il viso e il petto con insistenza. Nel gennaio 2019 sue vittime erano state due ragazzine entrambe avvicinate da lui, abbracciate da dietro con stretti contatti tra le sue parti intime e i loro glutei, fino a palpeggiamenti sui seni acerbi e baci sulle guance. Sempre a gennaio 2019 aveva leccato il collo a un suo alunno minorenne e aveva strusciato su di lui i propri genitali. Cosa ripetuta a novembre 2022 con un altro adolescente. E poi, stesso mese ma nuova vittima: uno studente accarezzato nella zona dell’inguine con apprezzamenti ad alta voce. Fino all’ultimo episodio quando durante un viaggio in centro Italia, di notte, si introduceva nel letto di un minorenne di cui era stato incaricato di prendersi cura e lo aveva costretto a subire palpeggiamenti prolungati nelle parti intime.Il quadro Le indagini hanno portato alla luce una situazione che andava frenata. Nella sua ordinanza il gip Alcaro cita il pericolo di reiterazione del reato in un quadro definito solido e grave. Anche perché il 36enne di origine trevigiana, aveva tessuto una tela che gli aveva permesso di entrare in fiducia nella vita dei ragazzini, convincendo anche i genitori delle sue buone intenzioni. Si proponeva per andare a prendere i ragazzi alle varie attività e portarli a casa. Organizzava occasioni di incontro creando anche un rapporto di confidenza che non era dovuto nel suo ruolo. Tutto senza mai farsi scoprire. Poi la confessione di una delle sue vittime, le indagini che hanno allargato il cerchio e l’arresto di venerdì mattina.










