PADOVA - L’ex professore di religione era stato allontanato da ogni luogo legato alla Diocesi già tre anni fa. Oggi però è ai domiciliari nella canonica di San Lorenzo ad Albignasego, contro il parere del vescovo Claudio Cipolla. Francesco Saviane, 37enne trevigiano arrestato venerdì scorso con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata su sette minorenni, non metteva piede all'Istituto Barbarigo di Padova dal 2023. Era stato il vescovo Cipolla in persona ad escluderlo da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale dopo un’indagine interna avviata a suo carico nata grazie ad alcune segnalazioni per atteggiamenti ritenuti particolarmente volgari e fuori luogo.
La posizione Niente però che avesse a che fare con gli abusi sessuali di cui è accusato, emersi solo a marzo scorso dopo i racconti di un 17enne confidati ad un docente della scuola privata Barbarigo, espressione della Diocesi e della Fondazione Girolamo Bortignon. Da quel racconto sono poi partite le indagini della Squadra mobile. La Diocesi ieri ha quindi voluto mettere subito in chiaro i confini della vicenda. Saviane non faceva più parte della “macchina educativa” della Chiesa padovana dal 1° settembre 2023: «Il vescovo, in tal modo, ha ottemperato a tutte le prescrizioni canoniche e civili e si è messo a disposizione completa dell’autorità giudiziaria nelle indagini attualmente in corso. E ugualmente ha fatto l'Istituto Barbarigo». La nota arrivata ieri dalla Diocesi è stata infatti scritta a sei mani dal vescovo Cipolla, la preside Maria Pia Vallo e il presidente della Fondazione Bortignon, Giovanni Ponchio. A San Lorenzo A Saviane quindi era stata già revocata in modo formale (ma definitivo) l'idoneità all'insegnamento della religione cattolica, ed era stato allontanato sia dalle scuole statali che dallo storico istituto scolastico, che comprende scuole medie, liceo scientifico, classico e tecnico economico. Resta un “dettaglio” preoccupante però, che emerge dalla nota ufficiale della Diocesi e che pesa sulla gestione della vicenda: Saviane viveva ancora nella canonica della parrocchia San Lorenzo ad Albignasego nonostante fosse stato allontanato. Ed è lì che risulta ai domiciliari. La Curia stessa oggi scarica la responsabilità sul parroco don Cesare Contarini: «La presenza di Saviane in una parrocchia della Diocesi si deve esclusivamente alla scelta personale del parroco – si legge nella nota – in violazione di una formale indicazione in senso contrario da parte dell’ordinario diocesano». La replica di don Contarini: «Prendo atto». Un corto circuito interno che ora rischia di aprire nuovi fronti di tensione pastorale. Monsignor Claudio Cipolla si è fatto poi interprete del sentimento collettivo di una comunità ferita. E da quando è Vescovo non è la prima volta (proprio la parrocchia di San Lorenzo, cinque anni fa, fu teatro di un altro scandalo, che vide coinvolto don Marino Ruggero, accusato di essere l'amante di una parrocchiana sposata). Cipolla parla di «forte amarezza per i dettagli che stanno emergendo dalle indagini» della Squadra mobile e della Procura rivelati dal Gazzettino. Il timore principale è il discredito gettato su un intero sistema educativo «fatto di animatori, preti e insegnanti che operano correttamente fuori e dentro il Barbarigo». La vicinanza Poi la vicinanza alle famiglie: «Siamo vicini ai minori coinvolti in questa vicenda – si legge nella nota – che, oltre a ferire, getta ingiusto discredito su persone e istituzioni che quotidianamente si dedicano con passione, dedizione, serietà alla crescita e allo sviluppo integrale e sereno delle giovani generazioni». L'imbarazzo provocato dalla vicenda si è palesato anche ieri in tarda serata, quando è arrivata un'altra revoca, quella della conferenza stampa prevista per oggi e dedicata alla fotografia di Fism Padova, a cui avrebbe dovuto partecipare proprio il vescovo Cipolla.














