Polizia Scientifica al lavoro: si cerca l'arma e il movente del delitto

Lo si evince da una nota diramata a seguito della notizia della misura restrittiva che ha coinvolto il 36enne originario di Treviso e attivo per anni nel mondo religioso padovano e comunque vicino agli ambienti dell'educazione giovanile

L'arresto per violenza sessuale aggravata messo a segno dalla Squadra Mobile di Padova coordinata dalla Procura della Repubblica per ovvi motivi ha creato reazioni anche nel mondo religioso dove il 36enne era inserito. La Diocesi di Padova non appena appreso della misura restrittiva ha comunicato: «In riferimento alla notizia degli arresti domiciliari cautelativi del trentaseienne la Diocesi di Padova precisa che la persona oggetto della misura restrittiva non ha più ricevuto incarichi di insegnamento di religione cattolica in alcuna scuola statale o paritaria dal primo settembre 2023 e a seguire gli è stata formalmente e definitivamente revocata dall’ordinario diocesano l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica».

E ancora: «Sempre dal 2023 si è conclusa la sua presenza presso l’istituto Barbarigo e contestualmente il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, ha disposto la sua esclusione da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale, a seguito di un’indagine canonica avviata a suo carico. Il vescovo, in tal modo, ha ottemperato a tutte le prescrizioni canoniche e civili e si è messo a disposizione completa dell’autorità giudiziaria nelle indagini attualmente in corso. E ugualmente, per quanto di propria competenza, ha fatto l’Istituto Barbarigo».