PADOVA - Sono stati sentiti in tempi e con modi diversi. Alcuni sono stati chiamati in Questura, altri – i minorenni – sono stati ascoltati con la forma dell’audizione protetta perché quello che gli agenti della squadra mobili, diretti dalla vicequestore Immacolata Benvenuto, gli hanno chiesto di fare è stato scavare nel loro passato recente e far riaffiorare ricordi complicati che toccano la sfera privata e sessuale. Ma era, quello, un passaggio obbligato per gli inquirenti nel tentativo di ricostruire il quadro attorno a Francesco Saviane, il 37enne ex docente di religione all’Istituto Barbarigo, animatore in diverse realtà in parrocchia del Piovese e dell’Alta padovana, che venerdì mattina è stato arrestato e messo agli arresti domiciliari nella canonica di San Lorenzo di Albignasego. Un provvedimento, quello del gip Laura Alcaro, che si basa anche su quelle testimonianze raccolte dalla squadra mobile: una sfilata in ordine sparso di più di una cinquantina di persone, tra adulti con incarichi nelle varie realtà toccate dal 37enne (come l’Academy Noventa, che lo ha licenziato in tronco all’uscita della notizia) ma anche genitori dei ragazzi che gli venivano affidati. E tra i testimoni chiamati dalla Questura a corroborare la prima denuncia arrivata a inizio marzo, c’erano anche gli stessi ragazzi: ex studenti del Barbarigo ma anche giovani da lui seguiti nelle varie parrocchie che aveva frequentato.