Il caso Electrolux - la multinazionale svedese degli elettrodomestici che ha annunciato oltre 1.700 esuberi in Italia - è solo l’ultimo di una lunga serie. Al ministero delle Imprese e del Made in Italy sono attivi 43 tavoli sulle crisi aziendali in essere, che coinvolgono oltre 60mila lavoratori in tutta Italia. Ci sono nomi di aziende di prim’ordine: tra le altre, Acciaierie d’Italia, Beko, Callmat, Conbipel, Jsw Steel, ex Lucchini, Natuzzi, Original Marines e Peg Perego. Realtà in teoria molto solide, senza tornare su casi noti per difficoltà produttive e prospettive industriali come Ilva e la stessa Stellantis.Una sequela di situazioni di difficoltà che, messe l’una accanto all’altra, inducono a pensare che il problema dell’industria italiana sia sostanzialmente “sistemico”, vada cioè oltre la contingenza del momento e del singolo settore. Dossier Today.it ne ha parlato con Cesare Pozzi, ordinario di Economia industriale alla Luiss di Roma, uno degli economisti che da anni studia più da vicino il settore.Professor Pozzi, che cosa sta accadendo alla nostra industria, fino a poco tempo fa una delle manifatture più forti d’Europa?“Potrei rispondere in modo molto...
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