«Il piano presentato dall’azienda è inaccettabile». Il giorno dopo l’annuncio di 1.700 esuberi da parte di Electrolux, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato «l’azienda, i sindacati e le Regioni per il 25 maggio per affrontare anche questa crisi».
La crisi degli elettrodomestici
La produzione degli elettrodomestici e la loro innovazione nel tempo hanno una storia che si intreccia fortemente con quella dell’industria del nostro Paese. Negli ultimi due decenni è stata però progressivamente erosa dall’avanzata dei produttori asiatici, che giocano un altro campionato soprattutto dal punto di vista dei costi e delle regole. In Cina non sanno nemmeno cosa siano la gran parte delle regolamentazioni ambientali Ue, il costo del lavoro non è certamente paragonabile né a quello italiano, né a quello di nessun altro Paese europeo, come anche il costo dell’energia, delle materie prime, tutti fattori che messi insieme sono capaci di generare la tempesta perfetta che fa saltare i conti delle aziende in una fase in cui il consumatore medio in Europa non ha i budget sufficienti da spendere su elettrodomestici di livello premium. Secondo quanto spiega lo stesso Urso, la crisi del settore degli elettrodomestici «è frutto anche delle scelte perverse e ideologiche del Green Deal, che han no esposto il mercato e la produzione europea alla concorrenza selvaggia e sleale della Cina». Per questo il ministro chiede una revisione delle regole europee: «Il tema dell’elettrodomestico l’ho già posto ai commissari competenti, perché ritengo che anche questo settore sia strategico e l’Europa non possa rinunciarvi».










