La vertenza Electrolux entra nella fase più tesa. Dopo il piano shock annunciato dalla multinazionale - 1.700 esuberi, chiusura di Cerreto d'Esi, pesanti riduzioni in tutti gli stabilimenti italiani, da Porcia a Solaro a Susegana - la mobilitazione non si ferma e anzi si intensifica. A Porcia, cuore produttivo e tecnologico del gruppo in Italia, la preoccupazione è palpabile: scioperi a sorpresa, assemblee, incontri istituzionali e un'agenda che si infittisce giorno dopo giorno.

Domani si riunirà il coordinamento nazionale Electrolux, mentre martedì 19 Confindustria Alto Adriatico ha convocato a Pordenone tutte le territoriali confindustriali dei territori coinvolti per definire una posizione comune in vista del vertice del 25 maggio al Mimit. Un passaggio cruciale, visto che il sistema industriale locale si prepara a muoversi in modo compatto.

Intanto, sul fronte istituzionale, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno annunciato un tavolo congiunto per lunedì 18 maggio alle 16, su iniziativa dell'assessore veneto Massimo Bitonci, «che avrà ad oggetto un confronto ed un approfondimento che abbiamo allargato anche alla Vicepresidente della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (Itre) del Parlamento europeo Elena Donazzan e ai rappresentati della Regione Friuli Venezia Giulia, gli assessori Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen.