PORCIA (PORDENONE) - La ferita è aperta. A Porcia, dove Electrolux impiega oltre 1.500 persone e dove batte il cuore della ricerca e sviluppo del lavaggio europeo, il piano choc annunciato dalla multinazionale 1.700 esuberi in Italia, la chiusura di Cerreto d'Esi, tagli pesanti in tutti gli stabilimenti continua a produrre onde lunghe. E la mobilitazione non si ferma.
Dopo le assemblee e lo sciopero di lunedì, i lavoratori parlano di un clima "di sospensione", fatto di timori concreti e domande senza risposta. «Siamo preoccupati per i posti di lavoro e anche per il futuro», è il sentimento che rimbalza tra le linee e nei corridoi della fabbrica.
Scioperi a sorpresa e una settimana decisiva. Le iniziative si moltiplicano. I sindacati confermano che ci saranno scioperi a sorpresa, ovvero fermi della produzione senza preavviso, mentre si prepara una settimana cruciale: oggi si riunirà il coordinamento nazionale Electrolux per un ulteriore confronto; martedì a Pordenone si terrà il summit delle Confindustrie dei territori coinvolti; e la prossima settimana Porcia data prevista quella del 20 maggio - ospiterà una grande assemblea aperta fuori dai cancelli, con i sindaci del territorio. Un gesto simbolico e politico insieme: portare le istituzioni davanti alla fabbrica, nel luogo dove si misura davvero l'impatto del piano. «I sindaci ci saranno», confermano fonti sindacali. «È un segnale importante: il territorio non vuole assistere in silenzio».














