A Porcia, comune di meno di 15 mila abitanti in provincia di Pordenone, ci sono 47 aziende di trasporto e magazzinaggio per un totale di 250 addetti. Non è possibile sapere esattamente quante di queste ditte lavorano per l’Electrolux, che proprio in questo comune ha il suo stabilimento italiano più grande (con 1.500 dipendenti), ma è facile intuire che se sono localizzate lì è perché in qualche modo il colosso degli elettrodomestici dà lavoro a queste piccole imprese.
Cosa succederà ora che l’Electrolux ha comunicato 1.700 esuberi in Italia e praticamente dimezzerà anche la produzione? Sempre a Porcia, che certo non è una zona a forte vocazione turistica, ci sono 66 attività di servizi di alloggio e ristorazione. Ci saranno ripercussioni anche per i 287 addetti censiti in questo ambito che sembra lontano?
Ecco la catena dell’indotto
Ricostruire la catena dell’indotto che rischia di essere travolto dalle scelte aziendali della multinazionale è molto complesso. «Ci lavorano anche piccoli artigiani con meno di cinque dipendenti e magari sono anche monocommittenti», ricorda Alessio Lovisotto della Fim di Treviso. Un’idea dell’onda lunga che può avere in questa parte di Nord Est arriva dall’elaborazione del centro studi della Camera di commercio di Pordenone-Udine su dati InfoCamere aggiornati a marzo.











