​PORDENONE - Electrolux, l’Italia del bianco si ferma: scioperi in tutti gli stabilimenti e lavoratori in piazza. «Un colpo durissimo, 1.700 famiglie a rischio». È stata una giornata, quella del 12 maggio, il giorno dopo la presentazione del piano da parte della multinazionale svedese, che molti lavoratori Electrolux non dimenticheranno. A Porcia, dove sono impiegate circa 1.500 persone, le assemblee convocate da Fim, Fiom e Uilm nelle prime ore del turno si sono trasformate in un momento di consapevolezza collettiva: il piano annunciato al coordinamento – 1.700 esuberi in Italia, la chiusura di Cerreto d’Esi, tagli pesanti, oltre che a Pordenone, a Susegana, Forlì e Solaro – non è una riorganizzazione, ma un terremoto industriale. Dopo le assemblee, lo stabilimento si è fermato per sei ore di sciopero, con i lavoratori radunati nel cortile e poi fuori dai cancelli. «La gente era a bocca aperta – raccontano i delegati –. Rabbia, paura, incredulità. Tutti hanno capito che questa volta il rischio è reale». Le Rsu e i sindacati stanno già preparando una serie di iniziative: una grande assemblea pubblica con i sindaci, richieste formali di incontro alla Regione e una mobilitazione che accompagnerà il territorio fino a Roma.