PORCIA (PORDENONE) - Electrolux decide di tagliare lo smart working e scoppia il caos. Per il gruppo industriale da 45 mila dipendenti, di cui 12 mila impiegati, rimettere mano a uno dei pilastri dell'organizzazione del lavoro degli ultimi anni ha innescato una reazione immediata e durissima, scuotendo anche la sede storica di Porcia.
C'è anche da dire che la scelta pesa drasticamente sul piano della sostenibilità e del benessere, due temi su cui Electrolux ha costruito negli anni una reputazione solida, rafforzata da premi e riconoscimenti. Secondo le stime dell'Enea, lavorare da remoto anche solo due giorni a settimana consente di evitare circa 600 chilogrammi di CO all'anno per ogni lavoratore, grazie alla riduzione degli spostamenti. Lo smart working è diventato inoltre uno strumento di welfare concreto: aiuta le famiglie con figli piccoli a gestire i tempi di cura, permette risparmi che possono arrivare a circa mille euro l'anno tra carburante e manutenzione dell'auto e contribuisce a ridurre stress e pressione, con oltre tre quarti dei lavoratori che dichiarano un miglioramento della qualità della vita.
Sotto il profilo della competitività e della capacità di attrarre talenti, il rischio è quello di indebolire il gruppo proprio verso le professionalità più richieste. Per le nuove generazioni di lavoratori qualificati, la flessibilità non è un benefit accessorio ma una condizione essenziale. Limitare il lavoro agile può tradursi in una maggiore propensione a cambiare azienda, aprendo la strada a una perdita di competenze difficili da sostituire. Non a caso, le rappresentanze sindacali hanno già alzato la voce. La Rsu Fiom di Electrolux Susegana (Tv) ha chiesto la convocazione urgente del Comitato Aziendale Europeo e il ritiro di una decisione giudicata incomprensibile, soprattutto perché assunta senza un confronto preventivo con le parti sociali e con i lavoratori coinvolti. Un segnale inequivocabile che la partita sullo smart working è tutt'altro che chiusa; si preannuncia infatti un confronto serrato tra azienda e lavoratori, in un passaggio che si rivelerà decisivo per il clima interno e il futuro organizzativo del gruppo nei prossimi mesi.






