Electrolux taglia 1.700 posti in Italia e chiude Cerreto d'Esi. Anni di strategie sbagliate e concorrenza cinese
di Roberto Pezzali - 12/05/2026 10:56 0
Il gruppo svedese ha presentato un piano di ristrutturazione che coinvolge tutti e cinque gli stabilimenti italiani, colpiti da un mercato europeo degli elettrodomestici in caduta libera (-21% dal 2021) e dalla concorrenza asiatica. La crisi è anche frutto di decenni di errori strategici: la delocalizzazione della produzione in Asia e nell'Europa orientale ha finito per formare i concorrenti di oggi, come Midea e Haier.
L'annuncio era nell'aria da mesi, ma i numeri hanno sorpreso anche chi si aspettava il peggio. Ieri a Venezia Mestre Electrolux ha comunicato ai sindacati un piano di ristrutturazione che prevede circa 1.700 esuberi in Italia, pari a quasi il 40% dei 4.500 addetti complessivi, e la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, dove lavorano 170 persone specializzate nella produzione di cappe aspiranti di alta gamma. Nessuno dei cinque stabilimenti produttivi italiani sarà tuttavia escluso dal processo di ridimensionamento, cosa che ha portato i sindacati ad alzarsi dal tavolo dichiarando lo stato di agitazione permanente e uno sciopero nazionale di otto ore e chiedendo al Governo una convocazione urgente al Mimit.






