"Mi sento più a casa qui che altrove, come se fosse un asilo culturale che anima lo spirito.

Un rito collettivo partecipato in modo diretto. Senza avvertire né barriere all'ingresso né invidia all'uscita". Lo ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli all'inaugurazione del Salone del Libro di Torino 2026.

"Un'agorà, cittadini in un dialogo liberato da ogni dogmatismo. E' un'occasione immancabile per noi tutti dove coltivare il piacere dell'intelligenza, il senso critico" ha aggiunto.

"Mi auguro e vi auguro che il Salone del Libro 2026 possa essere ricordato come il giardino della Concordia. Felicità consapevole e responsabile", ha proseguito Giuli. ''Tengo particolarmente al fatto che il Salone del libro manifesti pluralità e differenze, sfaccettature che non devono essere mai sfruttate, sia dal punto di vista dell'ideazione sia da quello dell'informazione - ha aggiunto - Il governo e il ministero che rappresento sono perfettamente allineati a questa impostazione. E siamo presenti anche con il contributo alle cosiddetto terze pagine dei giornali di uno stanziamento da 10 milioni a sostegno dei quotidiani nazionali e locali per informare per valorizzare le informazioni culturali, anche questa è una destinazione precisa. Si è pensato perché non fare qualcosa in più per l'informazione per i giornali anche cartacee, analogiche, perché non dare quel qualcosa in più affinché i collaboratori, gli scrittori, i giornalisti che si occupano di cultura siano pagati meglio, invogliati e incentivati a espandersi''.