Via alla XXXVII edizione del Salone internazionale del libro di Torino. Al taglio del nastro nell’Auditorium Giovanni Agnelli anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
A fare gli onori di casa ci ha pensato Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, la città del Libro. “Stiamo parlando dell’evento più grande d’Europa legato ai libri.” attacca. “Facciamoci un applauso” aggiunge e dà inizio alla cerimonia d’inaugurazione presso l’auditorium Giovanni Agnelli.
Ricorda la sua prima volta al Salone, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Avevo appena comprato “I pilastri della terra” di Ken Follett. Ricordo l’odore della carta, il brusio tra i corridoi. Un libro non è solo un oggetto, è un ponte. E il Salone non ha mai smesso di essere ponte”. Non sfugge poi che la kermesse sia anche uno straordinario motore economico per la città. “Il Salone genera lavoro, riempie alberghi, ristoranti e crea opportunità per i giovani” prosegue il primo cittadino. “Il libro resiste,connette e spesso dà voce a chi non ce l’ha. Anche per questo il Salone è uno straordinario strumento di democrazia” rimarca Lo Russo e non manca di citare i conflitti internazionali al momento in corso. “Una invasione militare di uno Stato libero e sovrano come l'Ucraina, nel cuore dell'Europa, ci ha riportato indietro di decenni e ha messo a nudo tutte le fragilità di un continente ancora a metà del guado” spiega. “È quanto mai necessario e urgente, uno scatto in avanti e non indietro. E occorre abbandonare sovranismi e populismi che sono fuori dal tempo e fuori dalla storia. Gli attacchi criminali del 7 ottobre hanno segnato una ferita profonda in Israele, così come ogni giorno a Gaza continuiamo ad assistere a sofferenze indicibili che ci interrogano nel profondo delle nostre coscienze e noi non possiamo restare indifferenti. La cultura ha il dovere di farsi voce contro ogni odio, contro ogni sopraffazione e da qualunque parte provenga”. E ancora: “Vogliamo lanciare un messaggio chiaro da Torino: non c’è cultura senza giustizia e non c’è pace senza verità”.













