Via alla XXXVII edizione del Salone internazionale del libro di Torino. Al taglio del nastro nell’Auditorium Giovanni Agnelli anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che entra subito nel vivo delle polemiche nel mondo della cultura e cita le parole di Favino che si è unito all’appello del mondo del cinema per il sostegno al settore: “Ha ragione il comandante Favino quando dice che bisogna dialogare, servono ponti, serve confronto. Non ho mai negato né mai negherò dialogo e confronto civile con chiunque abbia bisogno di un confronto da parte del ministero della Cultura e di rassicurazioni e certezze in un sistema complicato e di fronte a problemi che si devono e si possono risolvere insieme – spiega Giuli a margine della cerimonia – non mi interessano le firme pro o contro, mi interessano i ponti. E quello che ha detto il comandante Favino per me è legge”.

Anche perché, per il ministro “Ogni libreria che chiude, così come ogni casa editrice costretta a uscire dal mercato rappresenta, una sconfitta, un lutto culturale e lo stesso principio vale per ogni sala cinematografica che chiude o impresa artistica che fallisce”. E, perciò essere oggi a Torino è importante. “Il Salone del libro di Torino è un esempio di cultura popolare – dice Giuli – Sono contento di essere qui a inaugurare questo Salone, che è un'oasi di gentilezza, è un luogo in cui ci si sente al sicuro. È un posto che raccoglie crescente successo ed è un momento di riflessione sullo stato di salute della cultura in Italia e non solo".