“Un'oasi di gentilezza in cui ci si sente al sicuro, uno degli appuntamenti culturali più ambiti e prestigiosi. Un esempio della cultura popolare, perché la cultura è popolare”. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli dall'Autoditorium del Lingotto dà simbolicamente il via alla 37/a edizione del Salone del Libro di Torino, la seconda dell'era Annalena Benini, con la conferma delle sezioni tematiche – che diventano otto – e grande spazio ai temi di attualità e geopolitica. D'altronde, ricorda il sindaco del capoluogo piemontese Stefano Lo Russo, il Salone “è uno straordinario presidio di democrazia” perché “dove si leggono libri si ascoltano opinioni, si impara il rispetto e può crescere la libertà”.
Salone del Libro di Torino, Giuli all'inaugurazione. Ma i pro-Pal scatenano il panico: scontri con la polizia
“Un'oasi di gentilezza in cui ci si sente al sicuro, uno degli appuntamenti culturali più ambiti e prestigiosi. Un esempio della cult...













