(di Amalia Angotti) Al Lingotto ci sono ancora gru, pacchi di libri e stand in costruzione.
Ma l'atmosfera si sente già, "una specie di magica polverina della letteratura", la chiama Annalena Benini.
A due giorni dall'inaugurazione del Salone Internazionale del Libro 2026, che giovedì apre i battenti, la direttrice parla di giovani lettori, romance, premi Nobel e piccole case editrici. "Non vedo l'ora che tutto cominci. Come mi sento? Direi tranquillamente emozionata. E' un bel programma, belle aspettative. Spero che come sempre ci sia tanta affluenza e che sia una festa. Non è più il tempo delle polemiche" sottolinea Benini che ricorda la presenza all'inaugurazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, presente anche a un incontro con Massimo Cacciari sulle riviste culturali e di pensiero.
Il tema è 'Il mondo salvato dai ragazzini' ispirato all'opera di Elsa Morante. "Lo abbiamo scelto per mandare proprio un messaggio di speranza. E' un appello universale a cui aggiungiamo la leggerezza, l'allegria, quella cosa fanciullesca che al Salone si respira in termini di stupore, curiosità, capacità di farsi sorprendere dai libri. Volevamo davvero dare la parola ai più giovani e per questo abbiamo creato la nuova area tematica fatta da cinque ragazzi tra i 19 e i 24 anni che ci guideranno", spiega Benini. "Non è vero che i ragazzi non leggono. Comprano i libri, li leggono, sono disposti a lasciarsi guidare anche nelle scelte, a lasciarsi stupire. Sono curiosi, vanno agli incontri, gironzolano tra gli stand, mettono da parte i soldi per comprare i libri. L'idea che i giovani stiano solo sui social è un cliché ormai esausto, vecchio, e noi volevamo ribaltarlo. Non si può procedere per stereotipi".












