"In un tempo che sembra soffocato dall'orrore della guerra e dal gelo dell'indifferenza, i bambini con la loro innata capacità di guardare il mondo con occhi nuovi accendono nella società una luce di speranza. C'è bisogno di una letteratura che aiuti a riconoscere la dignità di ogni persona, specialmente dei più vulnerabili e che diventi sempre di più scuola di fraternità e di pace". E’ con questo messaggio di papa Leone, recapitato in un telegramma a firma del Segretario di stato vaticano il cardinale Pietro Parolin, che si è aperto il Salone del libro di Torino.
L'edizione 2026, dedicata a Il Mondo salvato dai ragazzini ha preso il via a sorpresa con l'Orchestra Suzuki, la più giovane orchestra da Camera d'Europa, con ragazzi dagli 8 ai 16 anni. All'inaugurazione all'Auditorium Agnelli del Lingotto, il ministro della Cultura Alessandro Giuli. L'esibizione si è aperta con l'inno nazionale italiano con la sala tutta in piedi. Poi è stato suonato l'inno nazionale greco in omaggio alla Grecia, Paese . L'esibizione si è conclusa con l'Inno alla gioia dalla Nona Sinfonia di Beethoven tra gli applausi.
Ad aprire la kermesse le parole della direttrice Annalena Benini: "Il Salone è la festa dei libri e delle persone che li scrivono, che dedicano tutta la loro vita alla costruzione di un tempo bello, il tempo della felicità che è il tempo della lettura. La stessa cosa fa il Salone, dove ognuno si dedica alla costruzione di questi cinque giorni. Mi auguro che siano giorni belli per voi. Spero che ve li godrete, che vi divertirete". Benini ha poi letto gli auguri di Papa Leone che ha incaricato il cardinale Roberto Repole di fare pervenire il saluto ai partecipanti all'inaugurazione.













