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Redazione Buone Notizie
«Servono interventi mirati e risorse certe»: così il presidente di Save the Children anticipa il punto centrale dell'edizione 2026 di «ImPossibile», la biennale promossa dalla ong internazionale - in programma il 21 maggio a Roma - sui temi delle disuguaglianze tra i più giovani e intitolata quest'anno «Investire nell'infanzia, investire nelle periferie»
«Investire nell'infanzia, investire nelle periferie»: è il titolo dell'edizione 2026 di ImPossibile, ha biennale promossa da Save the Children che il 21 maggio a Roma vedrà ragazze e ragazzi, esperte ed esperti, rappresentanti delle istituzioni, del Terzo settore, della cultura e dell’impresa impegnati a confrontarsi su proposte e iniziative concrete per superare le disuguaglianze urbane e sociali che non dall'altra parte del mondo ma anche qui in Italia ostacolano l’accesso pieno ed effettivo ai diritti di bambine, bambini e adolescenti. L'appuntamento è a partire dalle 9.15 presso l’Acquario romano di Piazza Manfredo Fanti a Roma.
«In Italia migliaia di bambine, bambini e adolescenti - sottolinea Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children - nascono e crescono nelle periferie urbane o in aree vulnerabili, luoghi in cui spesso ci si scontra con una maggiore carenza di luoghi ricreativi, spazi verdi e ambienti accoglienti e sicuri in cui trascorrere il tempo libero e coltivare relazioni. Ma non può e non deve essere il contesto in cui si nasce a decidere quanto lontano si può arrivare. È urgente intervenire per garantire a tutti le stesse opportunità di crescita, con interventi mirati e risorse certe, restituendo ai più giovani il diritto di immaginare, scegliere e costruire liberamente il proprio futuro. Proprio per questo - insiste il presidente - le periferie non possono essere considerate solo come luoghi di degrado, di devianza o di povertà: sono spazi in cui, accanto alle difficoltà, esistono energie, risorse, identità e relazioni da riconoscere e valorizzare. Sostenerle significa prendersi cura dei territori e delle persone insieme, a partire dai bambini, dalle bambine e dagli adolescenti. Significa costruire città più eque e inclusive, dove la qualità della vita, i diritti e le possibilità siano garantiti a tutti, ovunque si abiti».













