In occasione dell’European of Innovation for Sustainability Summit 2026, dedicato ai segnali emergenti di un futuro che è già qui, è stata condotta una ricerca, realizzata da EIIS in collaborazione con Roma Capitale, WWF e The Jackal, tra i giovani under 35 “Future message” i cui risultati saranno presentati oggi nella seconda giornata del Summit dell’8-9 maggio all’Acquario Romano. La ricerca ha coinvolto oltre 500 giovani romani, invitati a scrivere lettere al loro sé del 2040. I risultati sorprendono: la salute mentale è la principale preoccupazione, seguita da educazione e casa, mentre tecnologia e politica sono meno rilevanti. Questo studio evidenzia un divario tra l’agenda pubblica e le reali ansie dei giovani, offrendo spunti per politiche più aderenti ai bisogni quotidiani e per una visione del futuro più umana e concreta.
Cosa preoccupa davvero i giovani quando pensano al proprio futuro?
La prima preoccupazione non è l’intelligenza artificiale. Non è la politica. È la salute mentale, indicata dal 19% dei rispondenti come priorità assoluta. Subito dopo, appaiate al secondo posto, vengono educazione e formazione (14%) e casa (14%): non temi astratti, ma le condizioni materiali per costruirsi una vita. La tecnologia, al centro del dibattito pubblico da quando ChatGPT è arrivato sui telefoni di tutti, è solo la sesta preoccupazione, scelta dal 7% delle persone. La politica si ferma al 3%. C’è uno scarto evidente tra l’agenda mediatica e ciò che le persone temono davvero.






