«L’apertura del Salone del Libro ci impone una più ampia riflessione identitaria a partire dalla considerazione che in nessun’altra parte della provincia italiana tanti e tali scrittori (Pavese, Arpino, Fenoglio, Romano, Lagorio, Cordero e Revelli) hanno contribuito alla storia letteraria del secondo Novecento italiano. E non per una semplice presenza ma incidendo a fondo sulla evoluzione della letteratura italiana stessa». L’editore cuneese Nino Aragno, ormai da anni stabilmente tra le presenze più significative della cultura nazionale, spiega con lucidità e l’immancabile understatement la scelta di portare alla principale rassegna libraria italiana un catalogo raffinatamente selezionato dal territorio. A Torino, infatti, punterà, nel suo padiglione, sulla rilettura e riscoperta di autori talvolta ingessati in letture scolastiche, talvolta dimenticati o trascurati perché travolti da mode culturali che li hanno relegati ai margini. È il caso del più celebrato autore della nostra provincia, Cesare Pavese, del quale Aragno rilancerà un testo di grande attualità, «Il taccuino segreto»: «Se infatti incrociamo i “Dialoghi con Leucò” con “Il taccuino segreto” di Pavese ci rendiamo ben conto che lì si celebra il primo ingresso di Carl Gustav Jung nella letteratura italiana e con la conseguente Collana Viola, fortemente voluta da Pavese, quello della prima antropologia europea».