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14 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 16:16

Come dopo la crisi dei mutui subprime e dopo la pandemia di Covid. Ancora una volta l’economia globale rischia di deragliare, questa volta sotto l’effetto della guerra in Medio Oriente. Nel World Economic Outlook presentato martedì, il Fondo monetario internazionale avverte che, nello scenario peggiore – danni estesi alle infrastrutture energetiche e un conflitto prolungato – la crescita mondiale quest’anno potrebbe scendere a circa il 2%, 1,3 punti sotto le precedenti previsioni, “sfiorando una recessione globale”. Non si tratterebbe di un calo del pil in termini assoluti, ma di un livello di crescita troppo debole rispetto alla dinamica demografica e al trend storico. Una situazione, ricorda il Fondo, che si è verificata solo quattro volte dal 1980, da ultimo durante la crisi finanziaria globale e la pandemia.

“Con le politiche giuste ed una rapida cessazione delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz, i danni possono restare contenuti”, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno il capoeconomista del Fondo Pierre-Olivier Gourinchas. Se la guerra in Medio Oriente dovesse finire ora, ci sarebbe comunque per il resto dell’anno un effetto trascinamento per i problemi delle forniture energetiche globali, con uno choc comparabile a quello del 1974. Ma oggi l’economia globale è “meno legata del passato al petrolio, con fonti energetiche alternative e sistemi più efficienti”. E “in passato le banche centrali sostenevano le attività produttive, mentre ora sono attente a tenere l’inflazione sotto freno”.