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23 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 18:02
“Qualche giornalista mi ha chiesto cosa prevedo. Io dico ‘chiedetelo a Trump‘”, ha scherzato mercoledì Giancarlo Giorgetti, parlando dei diversi scenari economici inseriti nel Documento di finanza pubblica per tener conto del rischio che la guerra in Medio Oriente non si risolva a breve. Il rischio, checché ne pensi Giorgia Meloni che durante il consiglio dei ministri avrebbe chiesto al titolare del Mef “un po’ di ottimismo“, è che le cose vadano decisamente peggio rispetto alla crescita dello 0,6% prevista nello scenario base. Al momento l’incertezza la fa da padrona. Il Mef, nel testo che delinea il quadro tendenziale dei conti (anche quest’anno manca la parte programmatica, cioè la rotta che il governo intende seguire nella prossima legge di Bilancio), mette nero su bianco che se il conflitto scatenato da Usa e Israele si prolungasse, facendo salire ulteriormente i prezzi medi di petrolio e gas naturale, il tasso di crescita 2026 si fermerebbe a +0,4% e nell’anno successivo entreremmo in recessione. Ma anche il risicato progresso preventivato per l’anno in corso non è garantito, avverte l’Ocse nella Economic survey sull’Italia pubblicata giovedì.












