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Ultimo aggiornamento: 18:10
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Lo choc energetico causato dalla guerra in Medio Oriente ha sconvolto i piani del governo alle prese con la messa a punto del Documento di finanza pubblica con le stime sull’andamento delle principali variabili economiche. Così al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non resta che “credere ai miracoli“, come ha ammesso lui stesso rispondendo in question time al Senato a un’interrogazione del leader di Italia Viva Matteo Renzi. “Premesso che io ai miracoli ci credo”, ha detto il titolare del Mef, “vorrei evidenziare che il quadro delineato dalle più recenti evidenze statistiche non indica un deterioramento strutturale dell’economia italiana, che anzi ha dimostrato una significativa resistenza allo shock sul commercio internazionale delle nuove politiche sui dazi. Le revisioni in ribasso delle prospettive di crescita risultano limitate e ascrivibili prevalentemente a fattori esogeni e temporanei, in primis alla crisi energetica“. Mentre “persistono elementi di resilienza sul mercato del lavoro, nel sistema produttivo e nella gestione della finanza pubblica”.









