La guerra in Medio Oriente porta il Fondo monetario internazionale a tagliare le stime sulla crescita globale.

Se il conflitto dovesse finire ora, afferma, ci sarebbe per il resto dell'anno un effetto trascinamento per i problemi delle forniture energetiche globali, creando uno shock comparabile con quello del 1974.

Il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, presentando l'ultima edizione del World economic outlook, ha osservato che "ci sono però due differenze sostanziali". L'economia globale, innanzitutto, è "meno legata del passato al petrolio, con fonti energetiche alternative e sistemi pi efficienti". L'altro punto, invece, si basa sul fatto che "in passato le Banche centrali sostenevano le attività produttive, mentre ora sono attente a tenere l'inflazione sotto freno", ha concluso Gourinchas.

Per l'Italia, il Fmi ha ribassato le stime di crescita allo 0,5% nel 2026 e nel 2027, con cali dello 0,2% per ciascun anno, in base alle ultime valutazioni del World economic outlook (Weo) riviste su quelle di gennaio.

Per la Germania le stime sono di +0,8% e +1,2%, con tagli dello 0,3% per ogni anno. Il Pil della Francia è a +0,9% e a +0,9%, con revisioni al ribasso dello 0,1% e dello 0,3%. Sulla Gran Bretagna la crescita è a +0,8% e a +1,3% (-0,5% e -0,2%), mentre la Spagna è a +2,1% e a +1,8%, con limature dello 0,2% nel 2026 e dello 0,1% nel 2027.