L’economia globale è sotto assedio e il rischio recessione è tutt’altro che remoto. L’allarme del Fondo monetario internazionale (Fmi) in apertura del World economic outlook riflette le incognito della guerra nel Golfo Persico. Il blocco dello Stretto di Hormuz è un evento considerato drammatico, e i risvolti avranno un impatto massiccio a livello mondiale. «Ancora una volta, l’economia globale è minacciata di essere deviata dalla sua rotta» dallo scoppio della guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio 2026. In questo quadro di profonda incertezza, il Prodotto interno lordo dell'Italia resta ancorato a stime asfittiche: il Fmi prevede un rialzo dello 0,5% sia per il 2026 sia per il 2027. Ma è lo scenario estremo a dominare le paure di Washington. Con danni estesi alle infrastrutture energetiche, la crescita mondiale subirebbe un taglio di 1,3 punti percentuali quest'anno. Un collasso simile «significherebbe un richiamo ravvicinato a una recessione globale (tasso di crescita inferiore al 2%)», un evento catastrofico «accaduto solo quattro volte dal 1980, con le ultime due occasioni corrispondenti alla crisi finanziaria globale e alla pandemia di COVID-19».
L’allarme del Fmi: “Mai così tanti conflitti dalla fine della Seconda guerra mondiale”












