MILANO – L’Italia rallenta e rallenterà ancora di più. E per fermare questa discesa servirà attivare tutti gli strumenti possibili, all’occorrenza anche senza il via libera europeo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si presenta in conferenza stampa presentando i numeri del Dfp appena approvato. Numeri rivisti al ribasso dai primi effetti della guerra nel Golfo e numeri che rischiano di invecchiare molto in fretta. “Abbiamo adeguato il Pil che scende dallo 0,7 allo 0,6% per il 2026 e dallo 0,8 a 0,7% nel 2027 e dallo 0,9 allo 0,8% nel 2028", ha detto Giorgetti.
”Non viviamo in circostanze normali”
"Abbiamo approvato il Dfp un po’ diverso rispetto a quello cui eravamo abituati: si tratta di una fotografia dell'andamento di finanza pubblica collegata all'andamento dell'economia. La naturale premessa è che non viviamo in circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale e quindi le previsioni contenute nel documento, validate dall'Upb, inevitabilmente sono già oggi discutibili ma ahimè nelle prossime settimane meritevoli di ulteriori aggiornamenti", ha rimarcato Giorgetti. Se necessario, ha chiarito il ministro rispetto alla possibilità che Bruxelles non conceda ulteriori margini di flessibilità “ci muoveremo da soli”.









