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27 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:18
Dal 46% di preferenze al 57% dei seggi. Ecco l’effetto che la nuova legge elettorale, proposta dalle forze di maggioranza, potrebbe avere sulla composizione del nuovo Parlamento. Ad avvantaggiarsi, con le attuali stime dei partiti, sarebbe proprio la destra che otterrebbe un distacco tale da poter governare senza particolari problemi. A differenza dell’attuale sistema elettorale: con il Rosatellum, infatti, ci sarebbe un sostanziale pareggio tra le due coalizioni e nessuna maggioranza assoluta alla Camera e al Senato con il campo progressista unito che sarebbe leggermente avanti a Montecitorio. È il quadro che viene fuori dalla simulazione di YouTrend per SkyTg24. Non solo, pertanto, l’assenza delle preferenze (nonostante anni di promesse da parte di Meloni) e l’eliminazione dei collegi uninominali disegnano un Parlamento totalmente composto da “nominati“, ma il proporzionale con un premio di maggioranza alto (70 seggi alla Camera e 35 al Senato) rischia di provocare rilevanti distorsioni della rappresentatività nel nome della “governabilità”. E ad avvantaggiarsi, almeno nel quadro attuale, sarebbe l’attuale maggioranza che sostiene Giorgia Meloni.
















