Dopo un lungo lavoro di limatura, il centrodestra ha depositato alla Camera e al Senato il testo di riforma della legge elettorale. L’obiettivo dichiarato è «garantire la stabilità». L’impianto generale è quello noto: superamento dei collegi uninominali del Rosatellum in favore di un sistema proporzionale con premio di maggioranza (70 seggi alla Camera, 35 al Senato) alla coalizione che supera il 40%, con una soglia massima di 230 seggi conseguibili alla Camera e 114 seggi al Senato. Ballottaggio tra il 35% e il 40%. Nome del candidato premier sul programma (e non sulla scheda). Non ci saranno le preferenze. Prevista una soglia di sbarramento al tre per cento.
Schlein: legge elettorale per noi inaccettabile
La chiusura dell’opposizione è immediata. «Questa accelerazione è il frutto della preoccupazione per l’esito referendario» ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine di un evento a Roma parlando di legge elettorale. La fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere». Dalle indiscrezioni il testo pare «molto distorsivo della rappresentanza». Ha «degli elementi che sarebbero per noi inaccettabili»
Premio non può superare il 15%, soglia massima di 230 seggi
La riforma elettorale presentata dal centrodestra introduce dunque «un meccanismo di premio di governabilità» che sarà «attribuito alla lista o coalizione che abbia conseguito il maggior numero di voti validi e raggiunto la soglia stabilita dalla legge», individuata nel «quaranta per cento quale soglia minima» che «ne sancisce l’adeguatezza in termini di ragionevolezza e proporzionalità». E’ quanto si legge nella premessa al testo depositato in Parlamento, in cui si prevede che «la distribuzione dei seggi derivanti dal premio» al Senato sia a «carattere regionale». La «coerenza tra governabilità e rappresentatività» è «assicurata dai vincoli posti all’entità del premio medesimo: quest’ultimo, sia alla Camera che al Senato, non può infatti superare il quindici per cento dei seggi, rimanendo comunque ancorato alla soglia massima di 230 seggi conseguibili alla Camera dei deputati e 114 seggi conseguibili al Senato della Repubblica»










