ROMA Ci siamo. Ultime limature e la settimana prossima il testo della nuova legge elettorale verrà consegnato alle forze d’opposizione. Un turbo-proporzionale con super premio di maggioranza pronto a scattare per chi raggiunge la soglia del 40% e si piazza al primo posto, lasciandosi alle spalle l’altra coalizione. Obiettivo dichiarato di Giorgia Meloni e dei suoi “emissari” è la stabilità, uscire dalle urne con una maggioranza certa evitando il rischio di dar vita a governi del tirare a campare. Una meta da raggiungere a prescindere, anche nel caso in cui nessuna delle due coalizioni in pista dovesse arrivare a tagliare il traguardo del 40%. Nel testo a cui la maggioranza lavora c’è infatti un “paracadute” pronto ad aprirsi se il numero magico non dovesse esser centrato, né dal centrodestra né tantomeno dal fronte progressista. Tutti fermi sotto il 40? Si va al ballottaggio e lì vince chi arriva primo, fosse anche per un solo voto in più. Con una postilla che vale oro: niente partiti o forze politiche da “caricarsi” in corsa per aver la meglio sull’altro.

Passiamo a un esempio concreto, ché quando c’è da ragionare di legge elettorale c’è sempre da arrovellarsi un po’. Le due coalizioni restano sotto il 40, per avere il premio di maggioranza dovranno sfidarsi in un altro round, che risulterà decisivo a prescindere dalle percentuali raggiunte. A quel punto, Meloni e i suoi potrebbero convincere Vannacci a entrare in squadra per aver la meglio; o Schlein e Conte tirarsi dentro il bastian contrario Calenda pur di non subire un bis del centrodestra. Rien à faire. Al ballottaggio si sfidano le stesse coalizioni del primo turno, così come si son presentate agli elettori.