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26 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:06
L’accordo è arrivato in piena notte. Chiusi all’interno della sede di Fratelli d’Italia, in via della Scrofa, gli esponenti della maggioranza hanno raggiunto l’intesa sulla nuova leggere elettorale. Il blitz è servito: i partiti che sostengono il governo di Giorgia Meloni sono pronti a ufficializzare le nuove modalità di voto per le prossime Politiche. Proporzionale con premio di maggioranza, eliminati i collegi uninominali e soglia di sbarramento al 3%, sono le principali novità. Due i punti in sospeso che saranno decisi direttamente dai leader: si tratta delle preferenze e del numero dei collegi. Tutto questo mentre dalle opposizioni si solleva un coro di critiche: “Ecco le priorità della destra, non le emergenze economiche e sociali del Paese”. Da destra qualcuno l’ha già ribattezzata “Stabilicum“, mentre dalle opposizioni c’è chi parla di “nuovo Porcellum“.
Secondo quanto trapela, vengono eliminati i collegi uninominali, prevedendo quindi il mantenimento dei soli collegi plurinominali proporzionali. I collegi uninominali – cioè quelli dove le liste o le coalizioni presentano un unico candidato, risultando eletto quello che ottiene più voti – sono quelli che nel 2022 hanno permesso al governo Meloni di avere l’attuale maggioranza in Parlamento. In quell’occasione, infatti, il centrosinistra si presentava diviso e questo ha premiato l’unità del centrodestra che, ad esempio, ha eletto 121 deputati sui 147 degli uninominali. Un contesto che però cambierebbe molto con il campo progressista unito. Per questo – attaccano dalle opposizioni – la modifica della legge elettorale è diventata una priorità della destra.














