Le preferenze erano e rimangono un pallino di Giorgia Meloni.
E il suo partito, il giorno dopo l'intesa che ha portato a depositare la proposta del centrodestra di riforma della legge elettorale, le rilancia subito. Fratelli d'Italia non rinuncia a una "battaglia storica" e presenterà un emendamento per reintrodurle, confidando di riuscire a trovare "una maggioranza in Parlamento" visto che, "non siamo riusciti a convincere" la coalizione di "maggioranza". Un tentativo che potrebbe trovare adesioni pure a sinistra, stando alle dichiarazioni ufficiali. Anche se, a taccuini chiusi, i pronostici dei più prevedono che non sopravviveranno al voto segreto in Aula.
I deputati dovrebbero arrivare ad esprimersi sul punto perché l'intenzione sarebbe quella di non porre la fiducia, almeno nel primo passaggio che con ogni probabilità sarà alla Camera. Lasciare spazio al dibattito in Parlamento, è il mantra, magari anche con delle "consultazioni", rievocate dal responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. L'input arrivato in commissione Affari costituzionali è di sbrigarsi e, calendario alla mano, è possibile che il testo venga incardinato già la prossima settimana, per fischiare il calcio d'inizio dei lavori in quella successiva. Poi ci sarà certamente un ciclo di audizioni, con ogni probabilità dopo il referendum.









