Il prossimo parlamento non sarà eletto con la legge che ha dato vita a quello attuale. I partiti del centrodestra hanno raggiunto l’accordo per cambiare le regole: la proposta è stata presentata ieri e inizierà il proprio iter a Montecitorio. È quindi già possibile fare una simulazione sui risultati del voto: se oggi si andasse ai seggi con il nuovo sistema, il centrodestra otterrebbe 227 deputati su 400: quanti ne basterebbero per governare un’altra legislatura. Il “campo largo” insegue, ma se i voti dei partiti che lo compongono si sommassero davvero, il sorpasso non sarebbe impossibile. In tal caso sarebbero Elly Schlein, Giuseppe Conte e compagni ad aggiudicarsi il «premio» che garantisce una navigazione relativamente tranquilla. Cambia, infatti, la “filosofia” del sistema. Non ci saranno più i collegi uninominali (147 alla Camera e 74 al Senato), nei quali il centrodestra, tre anni e mezzo fa, vinse quasi ovunque, staccando così il biglietto d’ingresso per palazzo Chigi. Per ottenere lo stesso risultato bisognerà ottenere il «premio di governabilità» di 70 seggi a Montecitorio e 35 a palazzo Madama, che sarà assegnato subito alla prima coalizione, se questa supererà il 40% dei voti.
Riforma elettorale, al voto oggi? Youtrend: come sarebbe il nuovo Parlamento | Libero Quotidiano.it
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