Ma perché Giorgia Meloni vuole cambiare la legge elettorale attuale, il Rosatellum, se alle ultime politiche del 2002 le ha permesso di avere una maggioranza schiacciante? Presto detto: come ammette candidamente il suo plenipotenizario Giovanni Donzelli, «se si votasse oggi il rischio che nessuno abbia la maggioranza sarebbe molto alto... le opposizioni ne sarebbero felici, perché sarebbero prontissimi a fare un governo con tutti dentro, noi no. Noi vogliamo che chiunque vinca possa governare per cinque anni».

Le regionali confermano l’equilibrio tra i poli, ma ora il centrosinistra è unito

Che cosa è cambiato dal 2022, visto che nei sondaggi gli equilibri di forza tra centrodestra e centrosinistra sono rimasti stabili e visto che anche la tornata autunnale di regionali ha confermato una sostanziale parità? Come sottolinea l’Istituto Cattaneo diretto da Salvatore Vassallo nella sua tradizionale analisi post voto all’indomani delle elezioni in Veneto, Campania e Puglia: «Questa ultima tornata ha confermato un sostanziale equilibrio, sul piano elettorale complessivo, tra centrodestra e centrosinistra largo, cioè allargato al M5S. Più o meno, lo stesso equilibrio registrato alle europee del 2024... L’analisi dei flussi conferma poi la sostanziale impermeabilità delle due aree: i passaggi da un polo all’altro sono limitatissimi».