“Quando ho iniziato a studiare matematica alla Normale di Pisa mi sono sentita subito più bella e attraente. Ero l’unica ragazza da undici anni” racconta sarcastica Barbara Fantechi, che nel frattempo è diventata professoressa di geometria algebrica alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste.
Bianca Maria Poggianti è direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Padova che fu di Galileo e oggi è gestito dall’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica): “La prima direttrice in 257 anni: così mi presentano sempre. Non capisco perché quando noi donne raggiungiamo un risultato venga sempre sottolineato come un record”.
Forse, suggerisce Maria Rescigno, direttrice del Centro di Medicina Molecolare (Cemm) di Vienna e ricercatrice all’Humanitas University, c’entra il fatto che gli uomini vanno matti per gli sport di squadra. “E sono bravissimi ad aiutarsi fra loro. Dovremmo imparare a farlo meglio anche noi”.
Maria Rescigno
Un perfetto gioco di squadra al femminile è stato il convegno organizzato dall’Accademia dei Lincei in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Le ricercatrici affermate dell’Accademia hanno incontrato studentesse e studenti del liceo per parlare di quelle redini invisibili che frenano la carriera femminile nelle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).















