Il 12 maggio si celebra la Giornata internazionale delle donne nella matematica, che quest'anno giunge alla sua VIII edizione.
L'obiettivo è ispirare le donne di tutto il mondo a celebrare i propri successi in questo campo, dove le laureate aumentano ma le loro carriere faticano a raggiungere le posizioni più elevate.
La data è stata scelta perché in questo giorno del 1977 è nata Maryam Mirzakhani: matematica iraniana tra i massimi esperti mondiali di geometria e sistemi dinamici, morta nel 2017 per un tumore. Per i suoi eccezionali contributi, nel 2014 Mirzakhani è stata anche insignita della Medaglia Fields, diventando la prima donna e la prima iraniana a ricevere questo prestigioso premio considerato il Nobel della matematica.
"Il divario in ambito scientifico ha radici culturali profonde, ma queste iniziative sono molto utili per capirlo e per combatterlo", dice all'ANSA la matematica e astronoma Alessandra Celletti, che è vicepresidente dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) e professoressa all'Università di Roma Tor Vergata. "In ambito universitario, da una situazione iniziale di parità tra gli iscritti ai corsi di laurea scientifici e tra i laureati, dove anzi le donne sono più degli uomini, il divario si apre man mano che si procede verso posizioni apicali: sono donne solo il 29% dei professori e solo il 24,5% dei rettori", afferma Celletti, riportando i dati dell'ultimo Rapporto sul sistema della formazione superiore e della ricerca, pubblicato dall'Anvur il marzo 2026.






