In un mondo che sta cambiando così velocemente, è difficile immaginare come sarà il futuro, ma si può pensare a cosa si vuol conservare di bello e importante del passato per portarlo nel domani.

È ciò che hanno fatto Miuccia Prada e Raf Simons nella collezione uomo per il prossimo inverno, che ha sfilato nel deposito della fondazione Prada, trasformato nell'occasione nel cantiere di un palazzo storico, con portoni e caminetti solo al primo piano, come se fossero già partiti i lavori di ristrutturazione che ne cambieranno il volto.

"Il mondo che conosciamo - riflette Miuccia Prada nel backstage dopo lo show - sta cambiando. È un momento ricco di trasformazioni e aspettative, di eccitazione, ma anche non confortevole. La collezione nasce come reazione a questi tempi".

"Come possiamo immaginare il futuro - si domanda la creativa - mentre viviamo cambiamenti così profondi? Scomodo è il termine perfetto per me per definire questo momento storico. Sappiamo così poco che non possiamo prevedere il futuro, quindi negli abiti abbiamo bisogno di chiarezza, di precisione. Questa collezione è un viaggio alla ricerca della bellezza, dell'eleganza e del significato".

In questa tensione verso il bello, che non è solo estetica, ma "onestà intellettuale, perché - chiosa Prada - lavoriamo per un brand che vende abiti costosi a persone potenzialmente ricche", "c'è un'appartenenza al passato che ci interessa, anche mentre cerchiamo la novità. È un segno di rispetto: andare avanti ma senza cancellare ciò che è venuto prima, mantenere un'idea di bellezza e trasformarla in qualcosa di nuovo". Aggiunge Raf Simons: "Penso che ci fosse il tentativo di prendere molte cose che rispettiamo e troviamo belle, perché ce ne sarebbero potute essere molte di più rispetto a quelle che abbiamo usato, e unirle. Perché il mondo è così disconnesso.