La breve tornata milanese della moda maschile si è chiusa ieri all’insegna di una leggerezza che non è stolida evasione - i tempi plumbei impongono occhio vivo e consapevolezza - ma rinuncia alle forzature così come ai toni garruli e imperiosi. La morbidezza è da sempre il mantra stilistico di Giorgio Armani, che seppur non presente fisicamente alla sfilata, aleggia su tutto con il suo convincimento che soft - nei modi e nelle costruzioni - sia la sola via possibile. La distanza da intoppo diventa nuova opportunità: guardando da un diverso punto di fuga, agendo attraverso la sensibilità del fido e capace Leo Dell’Orco, Armani si libera delle sue personali sovrastrutture apparendo particolarmente ineffabile e tempestivo.

La collezione esprime una ricerca di armonia che sutura città e vacanza, Africa e Milano, usando l’orizzonte di Pantelleria - luogo del cuore - come linea porosa di confine. Tutto è leggerissimo, volante, concreto, con proporzioni nuove e facili per le giacche che si allargano e abbreviano o che si allungano come camicie con tanto di polsini. «Ho voluto esplorare ancora una volta un tema a me sempre caro: la combinazione di riferimenti e culture, l’idea della moda che trova armonia tra cose in apparenza dissonanti, unendole in un segno di stile chiaro e leggero», spiega Armani a mezzo comunicato.