Un’atmosfera calda, accogliente, quasi intima. Lunghe tende bianche a fare da quinte, come se ci trovassimo in un’oasi beduina al calar del sole. E poi, in passerella, una collezione che è un viaggio immaginario nel deserto. Ma nell’aria dell’Armani Teatro, ieri sera, era palpabile un’emozione diversa, un velo di rammarico per un’assenza storica. Per la prima volta dalla nascita del brand nel 1981, Giorgio Armani non era presente alla sfilata della sua linea Emporio. Lo stilista, che compirà 91 anni l’11 luglio, sta trascorrendo un periodo di convalescenza a casa, dopo un ricovero per accertamenti avvenuto nelle scorse settimane. Ma l’assenza era solo nel corpo, non nello spirito. “Re Giorgio” ha seguito infatti con attenzione ogni fase dello show, chiamando i suoi collaboratori per dare le indicazioni dell’ultimo minuto e seguendo il défilé via FaceTime con la consueta dedizione.

La sfilata si apre con una corsa simbolica di modelli in tenuta EA7, quasi a segnare l’ingresso in una nuova dimensione, un deserto pieno di suggestioni. La collezione, intitolata non a caso “Origini“, è un “sentito omaggio al sud del mondo”, come ha spiegato lo stesso Armani in una nota, un’estetica che riporta alla mente i costumi da lui stesso disegnati per il capolavoro di Bernardo Bertolucci, “Il tè nel deserto”. Sfila così un guardaroba maschile dinamico ed eclettico, che traduce i segni, i colori e le idee della cultura africana nel linguaggio colto e pacato tipicamente armaniano, senza mai cadere nel folklore. Giacche morbide portate a pelle, pantaloni ampi e fluidi, lunghe tuniche che ricordano i burnus dei Tuareg. I tessuti preziosi e cangianti– crêpe e lini dalla mano vissuta – sono trattati con tinture a freddo che donano alla palette di colori caldi (sabbia, terra, terra rossa, viola denso) una patina di tempo e di sole. I motivi geometrici si ispirano ai mosaici marocchini e alle tende berbere, mentre le lavorazioni a punto smock rievocano tatuaggi rituali, e fitti ricami di perline impreziosiscono i capi. A completare il look, tanti accessori: pantofole intrecciate, piccoli copricapi, borse capienti, collane, charm e piume trasformate in spille. La morbidezza dei volumi, i capi indossati languidamente scivolati sul corpo…ogni uscita, ogni look era perfetto, potente, ipnotico.