Leo Dell’Orco e Silvana, nipote del fondatore, presentano insieme le collezioni uomo e donna: “Ci siamo divertiti”. Ian Griffith (Max Mara) lavora sull’idea di perfetta uniforme da tutti i giorni Boss e Giada sognano gli anni Ottanta

di Serena Tibaldi

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È appassionante poter osservare come Armani si stia evolvendo senza il suo fondatore e vedere come Leo Dell’Orco e Silvana Armani, responsabili dell’uomo e della donna, abbiano deciso di confrontarsi con l’enorme eredità lasciata da Giorgio. Ieri c’è stata la prima panoramica sul loro lavoro e la presentazione in tandem del menswear e del womenswear di Emporio Armani. «Ci siamo divertiti», raccontano sorridenti dopo lo show in cui hanno mescolato i punti di vista di entrambi immaginando un gruppo di ragazzi e ragazze che studiano al conservatorio, usano le camicie bianche da concerto come abiti da sera e abbinano il denim al tweed inglese. Che però, precisa Dell’Orco: «Mantiene comunque una mano italiana, più soffice». Aggiunge Silvana Armani: «Il risultato, speriamo, rispetti lo stile del signor Armani. Penso sia più rilassato, con qualche elemento che magari non avrebbe approvato. Ma va bene così».

La diversità sta soprattutto nell’atteggiamento dei capi: sono più morbidi, veri e anche più “di moda”, pur rimanendo Armani. Ovviamente la transizione per essere completata richiederà tempo e rodaggio, ma questo è un bell’inizio. Come è bello che i due stilisti siano usciti a salutare il pubblico insieme a Marco Brunello e a Nicola Lamorgese, da anni responsabili delle linee femminili e maschili di Emporio. L’unione fa la forza.