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Ultimo aggiornamento: 9:12
Nelle settimane di festa l’attenzione è tutta puntata sul cibo, ma a pesare sulla bilancia – e sul benessere – non sono solo i menù abbondanti. È la sedentarietà. Tra pranzi infiniti, tombolate, film e divani conquistati per diritto acquisito, il movimento quotidiano crolla ai minimi storici. E non servono maratone last-minute per invertire la tendenza: bastano piccoli gesti, continui e sostenibili, per tenere attivo il metabolismo e smorzare gli effetti degli eccessi a tavola. Con il biologo nutrizionista, il professor Rolando Bolognino, abbiamo provato allora a capire quali siano le strategie più semplici – e realistiche – per restare in movimento anche nei giorni in cui la cucina chiama più dei passi sul contapassi.
Professor Bolognino, durante le feste si passa molto tempo seduti. Qual è il “minimo sindacale” di movimento quotidiano che permette comunque di mantenere un buon equilibrio metabolico?
“Il minimo sindacale esiste e non è affatto alto: 20–25 minuti di movimento continuo al giorno, anche a bassa intensità, sono sufficienti a mantenere attivi i principali sistemi metabolici. A questo si dovrebbero aggiungere brevi interruzioni della sedentarietà ogni 45–60 minuti, perché il metabolismo glucidico – in particolare la sensibilità insulinica – precipita quando restiamo seduti troppo a lungo. Non parliamo di sport strutturato: basta un passo sostenuto, una camminata dopo pasto o un po’ di attività domestica vigorosa. Il punto è mantenere il corpo in ‘modalità attiva’: muscoli che si contraggono regolarmente, anche poco, significano maggiore captazione di glucosio, migliore gestione dei trigliceridi e minore senso di pesantezza post-prandiale. La fisiologia è molto più democratica della palestra: premia la continuità, non la performance estrema”.











