La Spezia ha il suo dolce di Natale, una soffice nuvola che profuma di limone delle Cinque Terre, eccellenza del territorio. Perché le specialità non mancano, derivano dalla storia e dalle contaminazioni della cucina locale, incrocio naturale di genovesi e toscani nelle loro scorribande storiche in quello che era Portus Lunae degli antichi, oggi ancor più romanticamente ribattezzato Golfo dei Poeti, ma anche di prodotti portati dall’Emilia-Romagna e dal sud Italia quando la città si apre a migliaia di persone impegnate nella costruzione dell’Arsenale militare, nella seconda metà dell’Ottocento. E così la zeppola di derivazione campana è il dolce del patrono San Giuseppe, ma ormai da gustare quotidianamente. E il panettone classico si intreccia al pandolce genovese, pescando dalla storia toscana altri dolci come il buccellato, il castagnaccio, la torta di riso.
L’idea
“Ci piaceva l’idea di avere un prodotto specifico, tutto nostro, per il Natale”, dice Maria Grazia Frijia, vicesindaco del Comune della Spezia, ideatrice di questo contest andato in scena allo Spazio Pin, moderno ristorante all’interno dei giardini pubblici. Un’iniziativa che ha coinvolto il maestro Iginio Massari e una decina di pasticceri della provincia, impegnati a caratterizzare il Natale spezzino e giudicati da professionisti del settore come Carlotta Filippini, Fabrizio Galla, campione del Mondo di Pasticceria 2007, Kabir Godi, responsabile della Pasticceria Cannavacciuolo Bakery e Stefania Mantero.












