Panettone e pandoro hanno conquistato tutta Italia. Ma non è sempre stato così. Prima della loro diffusione industriale, esplosa negli anni Cinquanta, ogni territorio aveva i propri dolci natalizi. Alcuni sono sopravvissuti, altri sono quasi scomparsi. La Büsela dell’Oltrepò Pavese, la Gubana friulana, le Susumelle calabresi: dolci che raccontano storie di territori, ingredienti locali e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Dolci nati dalla cucina povera, preparati con pane raffermo, miele, frutta secca e spezie. Dolci che si conservavano a lungo, che si preparavano con settimane di anticipo e che nascondevano fave nell’impasto per predire il futuro. Da Nord a Sud, ecco una breve carrellata delle specialità che hanno reso dolce il Natale italiano prima che arrivassero gli scaffali dei supermercati.

Alcune ricette sono elementari, come quella per realizzare la Büsela dell’Oltrepò Pavese, una bambola dolce destinata ad allietare le feste dei più piccoli. Altre preparazioni sono decisamente più impegnative come nel caso della Gubana del Friuli, un dolce a pasta lievitata di cui il cronista medievale Angelo Correr riferisce la somministrazione ad un banchetto a favore di Papa Gregorio XII, nei primi anni del Quattrocento. Ugualmente impegnativo il Milk pan molisano, un dolce inventato da una storica pasticceria di Campobasso a base di un liquore locale, il Milk appunto,fatto con latte, zucchero, alcol, buccia d’arancia, buccia di limone e vaniglia.