E’ il re delle feste. A Genova non esiste diatriba tra panettone e pandoro ma in tavola c’è spazio solo per il pandolce. Una storia che parte da lontano. Il pandolce potrebbe avere origini da un dolce persiano a base di frutta secca, pinoli e canditi, e fu realizzato ben prima del panettone milanese ma la nascita ufficiale risale al 500, quando il doge Andrea Doria bandì un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per far realizzare un dolce rappresentativo della città. Da qui nacque il pandolce, una pagnotta nutriente e di lunga conservazione per poter essere trasportata anche nei lunghi viaggi in mare. Un dolce povero, fatto con farina, olio, miele, uva passa, acqua di fiori d’arancio, semi di anice e lievito naturale. Poi con il passare del tempo sono state aggiunte le scorze di arancia e cedro candite: il burro ha preso il posto dell’olio e lo zucchero quello del miele.
Alto o basso? Il rebus del re delle feste
Ne’ panettone, nè pandoro. Qui vince sempre il pandolce














