Ese il panettone non fosse nato a Milano ma in Sicilia? Intorno alle sue origini si intrecciano storie e leggende.

La storia ufficiale del grande lievitato, oggi largamente riconosciuta, ci porta nella Milano del XV secolo, alla corte del duca Ludovico il Moro, e vede protagonista il cuoco al servizio del duca, che fu incaricato di preparare un fastoso pranzo di Natale al Castello Sforzesco, al quale erano stati invitati molti nobili e celebri personalità. Siamo nel 1495 e il dolce preparato per l’occasione, però, fu dimenticato nel forno e si carbonizzò.

Un inserviente, Toni, propose al cuoco di servire ai commensali un “pane” che aveva cucinato egli stesso con ciò che aveva trovato nella dispensa, tra cui scorza di cedro e uvetta passita.

Gli ospiti furono entusiasti. Il duca volle conoscere il nome di quel capolavoro culinario e il cuoco rivelò: “L’è ’l pan de Toni”. E da allora è il “pan di Toni”, ossia il panettone.

Altre fonti però ne farebbero risalire l’invenzione in Sicilia, precisamente a Montalbano Elicona, paese in provincia di Messina e risalgono addirittura al 1311, quindi un secolo prima rispetto alla vicenda presso la corte milanese di Ludovico il Moro. Il dolce in questione era chiamato “Marzapanettum”: pane dolce, lievitato e farcito con uva passolina, miele e mandorle tostate. Dunque ci troveremo davanti ad un vero e proprio antenato del panettone così come lo conosciamo oggi.