Tutto inizia nel 1919, quando Angelo Motta, giovane artigiano milanese, apre la pasticceria “Angelo Motta Pasticciere” in Via della Chiusa. Nei suoi laboratori produce un panettone diverso da tutti gli altri: alto, soffice, leggerissimo, frutto di una lievitazione lunga e di una lavorazione innovativa per l’epoca. È il panettone moderno, come lo conosciamo oggi.

Il successo è immediato: nel 1925 Motta apre un secondo laboratorio più grande, e l’espansione è rapida: la Milano degli anni Trenta vede sorgere punti vendita Motta nei luoghi simbolo della città, tra cui Piazza del Duomo, le cui guglie ispireranno Severo Pozzati (Sepo) per il celebre logo con la M, marchio che diventerà iconico. Motta, infatti, non significa solo innovativa produzione industriale, ma anche comunicazione pionieristica.

“L’interpretazione che diamo noi è semplice e potente,” spiega Fabio Di Giammarco, ceo del Gruppo Bauli, di cui oggi il brand è parte. “Motta può innovare proprio perché è tradizione. Ne ha il diritto, ma anche la responsabilità. Perché se pensiamo a quello che ha fatto Angelo Motta, ci accorgiamo che è stato lui il primo a rompere gli schemi: ha creato un nuovo modo di intendere il panettone, ha cambiato forma, processi, immaginario”.