C’è un momento, nella storia di ogni grande marchio, in cui il passato non basta più: va ascoltato, rispettato, trasformato. Per Motta, brand premium del Gruppo Bauli, quel momento è oggi. E il Natale 2025 diventa il capitolo in cui tradizione e innovazione, artigianalità e industria, memoria e futuro si incontrano. Non è un semplice rinnovo della gamma: è un cambio di linguaggio. E questo nuovo linguaggio ha la firma di Bruno Barbieri, che insieme al team Ricerca & Sviluppo dell’azienda ha aperto un percorso creativo inedito.

La storia di Motta nasce nel 1919, quando Angelo Motta, giovane artigiano milanese, decide di cambiare per sempre il destino del panettone. Nella sua pasticceria di Via della Chiusa produce un lievitato mai visto prima: alto, soffice, leggero, frutto di una lavorazione che rivoluziona il modello basso e compatto della tradizione lombarda. È la nascita del panettone moderno.

Il successo è immediato. Negli anni Venti e Trenta i punti vendita Motta si moltiplicano e il marchio diventa un simbolo della città, grazie anche al logo di Sepo ispirato alle guglie del Duomo. Ma Motta non è solo arte pasticcera: è comunicazione, cultura popolare, immaginario collettivo.

La sua capacità pionieristica continua nel dopoguerra, quando arrivano prodotti destinati a diventare icone: nel 1950 il Mottarello, primo gelato industriale su stecco, e nel 1953 il Buondì, considerato la prima merendina italiana. Una storia fatta di coraggio, visione e di un’idea semplice: innovare rispettando la tradizione.