Cosa ci sta succedendo? Cosa sta stravolgendo le opinioni pubbliche occidentali tanto da far smarrire i valori fondamentali che con tanta fatica e tanto sangue abbiamo conquistato nel Novecento? Siamo irriconoscibili. Come se la storia del progresso umano-espressione che dovrebbe contenere non solo il calcolo dei profitti e delle ricchezze ma soprattutto quello delle relazioni umane- si fosse bruscamente interrotto. Come se una mano guantata, medievale e tecnologica, avesse innestato la marcia indietro. Stiamo regredendo. Non accettiamo di convivere con l’altro da noi. Davvero in questi primi anni venti del nuovo millennio dobbiamo tornare a discutere se sia lecito o giustificabile uccidere un avversario politico, in democrazia? Oppure dobbiamo tornare, come bambini andreottiani, a sostenere che in fondo la vittima «se l’era cercata»? Una moderna barbarie si è impadronita del nostro modo di vivere la storia e di reagire, con infantile fretta ed emotività, alle vicende di questo tempo. Troppi distinguo, troppi se e ma e pure troppe strumentalizzazioni becere hanno accompagnato la fine terribile e violenta di Charlie Kirk, un uomo di 31 anni, padre di due figli. Il suo è stato un assassinio, non ci sono altre definizioni, e nessuno potrà farci tornare a credere che la differenza di opinioni possa, di nuovo, essere regolata dal sangue versato e che la vita non valga nulla se pensiero e posizioni politiche divergono, anche radicalmente.