L’assassinio di Charlie Kirk ha scatenato sia in America sia in Italia scontri verbali feroci. Il fanatismo che conduce alla violenza fisica è responsabilità soprattutto della destra o della sinistra? Che rapporto c’è fra la violenza verbale e la violenza fisica? O fra il fanatismo che si manifesta attraverso messaggi di odio e quello che passa all’azione picchiando colui che si considera il «nemico» oppure uccidendolo?

Per tentare di sbrogliare la matassa conviene partire da tre considerazioni: la prima è che il fanatismo è in politica una merce assai diffusa. La seconda è che esistono varie gradazioni di fanatismo (dalle più blande alle più virulente). La terza è che, in genere (tranne che nel caso delle guerre civili) solo un piccolo sottoinsieme di fanatici passa dai messaggi d’odio alla violenza fisica.